Quel magnifico set

Sull’Appennino con Pupi Avati

Virtual Tour a cura di Alberto Maccaferri, realizzato nei luoghi dove è stato girato il film “Una gita scolastica” di Pupi Avati, del 1983. Vincitore del Nastro d’Argento per il miglior regista, per il migliore attore, migliore attrice esordiente, migliore musica e migliore soggetto originale. Vincitore del premio del Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani.

Il richiamo di quegli incantevoli colli che mi ritrovo a un passo da casa, mi spinge, nelle domeniche di giugno, a partire, magari in scooter, come cantava Cesare Cremonini, per andare incontro al fresco e ai sogni. E ogni anno, quando arriva la primavera, mi ritrovo a guardare questo meraviglioso film, che non a torto doveva chiamarsi “L’incanto”. E così sono partito, alla ricerca di quegli angoli di Appennino che mi hanno fatto sognare tante volte.  All’inizio volevo fare una piccola guida per me, per ricordarmi come ritrovarli al volo, in un batter di mouse. Poi, mentre mettevo insieme tutti i mattoncini, mi sono emozionato, forse anche per la cornice musicale, perfetta, di Riz Ortolani. Quindi ho sentito di dover fare qualcosa in più, non solo per me, ma per tutti quelli che hanno ancora nel cuore questa favola senza tempo. Ed ecco qui la mia interpretazione fotografica delle location del film, rimaste praticamente identiche anche dopo 33 anni. Nella prima uscita ne ho visitate tre, Il Castello Manservisi, il Mulino del Capo e il lago Cavone. Quando sono arrivato al Mulino del Capo ho trovato una coppia di ragazzi, un po’ sorpresi per la verità di vedermi arrivare con il cavalletto e la fotocamera, ad immortalare proprio il loro mulino. Poi, gentilissimi, mi hanno accolto e raccontato tutto, facendo trasparire un certo orgoglio misto a nostalgia. Avevo con me le stampe delle scene del film, per non sbagliarmi nelle inquadrature; però ce n’era una che non c’entrava nulla, quella dei ragazzi che si fermano a riposare e provano i segni delle carte. Quella scena fu girata a Mascarino, vicino a casa mia, non c’entrava nulla con l’Appennino; e parlando proprio di questo scopro che anche Anna, la proprietaria, è di Cento come me. Pensa un po’ le coincidenze.
Alberto Maccaferri, giugno 2016

(Questo lavoro di ricerca è in forma di bozza, ed è senza fini di lucro, materiale valido solo a fini di studio).

Sinossi del film:
Laura, un’anziana signora ormai ottantenne, rivive in una sorta di dormiveglia che prelude alla sua morte, l’emozione di un momento speciale della sua gioventù, al termine dell’anno scolastico del 1914, alla vigilia della prima guerra mondiale. Laura partecipa alla gita scolastica organizzata per i maturandi, che gli allievi della terza liceo Galvani di Bologna faranno a piedi, attraversando l’Appennino da Bologna a Firenze, passando per Sasso Marconi e Porretta Terme.